Il documentario SKY sui cavalli del Pollino

Uno scenario affascinante, unico. Centinaia di splendidi cavalli, lì sugli altipiani del più grande Parco Nazionale d'Italia. Una scoperta fantastica per le telecamere di Family Life che, raggiunti le vette, si sono lasciate incantare dallo spettacolo dei cavalli in libertà. Una ricchezza ed una risorsa ma anche un fenomeno che le autorità locali cercano di gestire nel migliore dei modi per garantire un giusto equilibrio fra l'uomo e la natura. Una sosta su queste distese è d'obbligo per chi ama vivere a stretto contatto con la natura. Mandrie di cavalli docili ed imperiosi che sembrano mettersi in posa per farsi ammirare in tutta la loro .... libertà!

L'arte del tiro con l'arco a cavallo

Arciere a cavallo

Concentrazione, destrezza, ottima padronanza del cavallo. Queste le dote che si rendono necessarie per coloro che vogliono praticare questo sport. E i ragazzi del Gruppo Lucano degli Arcieri a Cavallo ce l'hanno messa proprio tutta. Un grande spettacolo per un gruppo di atleti che conta ragazzi e ragazze di tutte le età .... la più piccola ha solo 12 anni. Tanti gli applausi e le acclamazioni di un pubblico molto attento ed accorso numeroso allo stadio di San Severino Lucano, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino.

Uno SHOW emozionante

Uno spettacolo emozionante che ha lasciato senza fiato le centinia di appassionati e curiosi di San Severino Lucano e dei Comuni limitrofi. Ad aprire lo show, il volo dei rapaci seguiti con attenzione e curiosità, ma anche un piccolo timore, da i tanti bambini accorsi. A seguire le acrobazie degli stunt-ma sui loro fedelissimi e ben addestrati cavalli. Tante le emozioni e non sono mancate, ahinoi, le cadute per fortuna tutte controllate dai bravissimi acrobati. A chiudere la manifestazione l'esibizione degli arcieri lucani. Un gruppo giovanissimo che sta venendo alla ribalta in uno sport che richiede una grande preparazione ed un legame unico con i cavalli.

Verso i Monti

Cavalli Equiturismo

Una preparazione meticolosa. 30 cavalieri si porteranno sui sentieri che conducono in vetta. Il percorso non è difficile ma i tratturi che i cavalli dovranno percorrere richiedono comunque una discreta preparazione alle passeggiate in gruppo. Cavalieri provenienti dalla Puglia, Campagna e chiaramente dalla Basilicata. La carovana è guidata dalle Giacche Verdi, una garanzia di sicurezza e di passeggiata in tutta tranquillità.

I cavalli del Pollino su SKY

i cavalli del Pollino

Una prima serata sulle reti di SKY. Le telecamere di Family Life nei giorni dell'11-12 e 13 ottobre effettueranno le riprese per lo speciale di "Piccola Grande Italia" in onda con successo da anni sulle TV italiane ed internazionali.Grande attenzione mediatica quindi da parte del principale network nazionale satellitare per questa 3 giorni dedicata all'equiturismo sulle vette del Pollino.Per info sul programma si veda http://www.familylifetv.it/programmi/piccola-grande-italia.Per il trailer si veda al canale YouTube su http://www.youtube.com/watch?v=d59cLx4LC5E&list=PL1YCW_ImgQ8_tarCjO3SxfN....

Tiro con l'arco a cavallo

L'utilizzo dell'arco a cavallo è una disciplina complessa che richiede forti doti di equilibrio ma, innanzitutto, richiede una profonda conoscenza del cavallo ed un connubio unici. "L'uomo ed il cavallo ..... un tutt'unico che si muove all'unisono". Tanti i richiami storici: dagli indiani, o meglio pellerossa d'America, che nelle vaste praterie utilizzavano il cavallo sia per i lunghi sposamenti che per le brevi batture di caccia, agli eserciti dei primi del millennio che in Europa ed in Asia vedevano nelle truppe a cavallo i punti di forza necessari per vincere le battaglie ed anche le guerre. "Movimento radipi ed incursioni veloci in grado di sorprendere l'avversario". E il tiro o la disciplina specifica non è sempre la stessa. Un tiro sfrecciato con l'arco in movimento può essere un tiro istintivo ma anche studiato nei minimi particolari senza tralasciare l'ambiente esterno quali il vento, la temperatura, la tipologia di terreno su cui si sta cavalcando. Oggi il tiro con l'arco sta sempre di più rappresentando un sport all'aria aperta molto in voga fra i giovani cavallerizzi che praticano lo sport a cavallo. Concentrazione, studio, coordinazione non sono sempre doti naturali e che, comunque, vanno coltivate con dedizione per un impegno costante in grado di dare i frutti sperati.   

Il meccanismo è l’empatia!

Ippoterapia

È significativo che la convinzione che un animale porti giovamento in una situazione di disagio fisico o mentale si diffuse già nell’antica Grecia. Un’intuizione validata scientificamente solo sul finire degli Anni 60. «<Grazie agli studi di Boris Levinson, un neuropsichiatra infantile che notò grandi miglioramenti in un bambino autistico che interagiva con il suo cane, la pet-therapy ha cominciato a essere considerata una scienza», conclude la dottoressa. Grazie a queste caratteristiche con l’ippoterapia è possibile curare alcune patologie neurologiche come la paralisi cerebrale infantile, un disturbo della postura e del movimento causato da danni cerebrali insorti all’inizio dello sviluppo. «Questi bambini - aggiunge la dottoressa - spesso non raggiungono neppure il controllo del capo e del tronco e la terapista sale con loro a cavallo. L’animale non ha la classica bardatura, perché la riabilitazione è diversa dallo sport equestre. L’uso di una copertina e di un fascione per reggersi permette al bambino di provare le emozioni che il movimento del cavallo, il suo essere vivo ed empatico, suscita. Inoltre il bambino deve aggiustare la posizione, modificata dal passo dell’animale, e l’esercizio permette un miglioramento del controllo di sé». La riabilitazione equestre è utile anche nei casi di ritardo mentale, permettendo al piccolo esperienze significative a livello cognitivo ed emotivo. Nell’autismo, poi, l’animale funge da mediatore della relazione tra paziente e terapista, come primo passo verso un’apertura al mondo reale. Ma le novità non finiscono qui, perché l’ippoterapia è stata sperimentata anche nella riabilitazione di chi ha subito l’amputazione di un arto, motivando all’uso delle protesi e rendendo la fisioterapia meno arida. «Abbiamo osservato - continua Onofri - che, se il trattamento fisioterapico classico viene integrato dall’ippoterapia, con un progetto terapeutico condiviso, il recupero è più breve e l’accettazione della protesi migliore». Risultati misurabili, oggettivi e stabili che fanno dell’ippoterapia una vera cura. Purtroppo, però, nonostante i benefici, la diffusione in Italia è ancora a macchia di leopardo.L’ippoterapia, infatti, non si improvvisa. Solo rispettando questi criteri la terapia con animali può essere condotta con modalità scientifiche e avere la dignità che merita